Conto Deposito Italia
21Jun/130

Riforma delle pensioni: cosa sta succedendo

Negli ultimi mesi il tema delle pensioni è diventato piuttosto caldo, complice la nuova riforma Letta-Giovannini che dovrebbe andare a modificare l’attuale Fornero.

A giudicare dall’andamento si prospettano tempi piuttosto lunghi prima di arrivare ad una proposta definitiva, questo perché entrano in ballo diversi fattori quali la situazione economica del paese e i suggerimenti dell’Unione Europea che richiedono cautela nell’effettuare cambiamenti ad una riforma che a quanto pare sta dando i primi frutti dal punto di vista economico.
La nuova riforma potrebbe partire su uno dei quesiti fondamentali “Quando andrò in pensione?”
La risposta della nuova riforma è quella di consentire di andare in pensione tra i 62 e i 70 anni di età, con almeno 35 anni di contributi. Questo però implicherà che chi andrà in pensione a 62 anni subirà una percentuale di riduzione dell’8%, a 63 anni del 6% a 64 del 4% e a 65 del 2%. Chi andrà in pensione invece a 66 anni non subirà variazioni.
Al contrario oltre quell’età scatteranno dei bonus sulla pensione, nel dettaglio chi andrà in pensione a 67 anni avrà un incentivo del 2%, a 68 del 4% e del 6% a 69 anni.
Ovviamente il tutto è ancora da vedere e stabilire e attualmente si parla di semplici proposte, tuttavia per quanto riguarda l’attuale riforma Fornero arrivano dati negativi da parte della facoltà di economici della Sapienza di Roma.
Secondo i ricercatori l’attuale riforma delle pensioni non farebbe altro che aumentare la disoccupazione giovanile proprio perché aumentando l’età pensionabile risulta difficile un “ricambio” dei lavoratori. Inoltre vanno ad aggravarsi il costo della forza lavoro, ed ampliare una fascia di lavoratori matura che vede la pensione sempre più lontana.

14May/130

Carte di credito: l’offerta Findomestic e Fineco

Carta Nova Findomestic

FINDOMESTIC_o_dmao

Linea di credito massimale pari a 2500 euro per le piccole spese ed a tempo indeterminato.

I costi proposti sono:

-          TAN Fisso: 15,36%

-          TAEG: 19,27%

E’ possibile scegliere due modalità di rimborso:

-          Rateale con cadenza mensile, importi fissi. Possibile opzione cambio rata.

-          In un un’unica soluzione e senza interessi

La quota associativa annuale è gratuita ma si pagano mensilmente delle spese di tenuta del rapporto contrattuale, per i periodi in cui si hanno dei rimborsi in corso: 3,99. Presso i punti vendita aderenti è possibile non pagare le spese di tenuta conto per rimborsi in 3 mesi.

Nessuna spesa per prelievi bancomat o per la richiesta di bonifici.

Attivati i servizi web e possibilità di inoltro online con pronta risposta della richiesta di contanti.

La comodità è avere a disposizione credito quando abbisogna ma i costi non sono ininfluenti, così come in media per le linee di credito, e quindi il consumatore deve prenderne consapevolezza. Si consiglia di leggere il contratto e le Informazioni europee di base sul Credito.

La linea di credito può essere o meno utilizzata in toto. Nel caso viene integralmente consumata (2500 euro), l’ammontare complessivo di interessi e spese per un rimborso in 32 rate da 100 euro ed una rata finale da 55,35 è di 755,35. Ma ciò appunto dipende dal tempo e dall’importo della rata.

Programma fedeltà Findomestic con sistema di accumulo punti.

Classic Fineco

-          La copertura è estesa anche in ambito internazionale

-          Anche in questo caso, nessuna spesa per prelievi allo sportello in Italia

-          Possibilità di personalizzazione della rata mensile che può essere fissa (così come nel precedente caso) oppure variabile (viene stabilito un rientro percentuale sull’ammontare delle spese. Ad es. il 10%)

-          TAEG: 15%

13May/130

Carte di credito: cosa c’è da sapere

Le carte di credito, a differenza delle carte di debito, mettono a disposizione una linea di credito.

carta_di_credito

Innanzitutto, sono agganciate ad un circuito di pagamento. I più noti risultano essere:

1)      Visa.

2)      Cirrus Maestro.

3)      American Express. Meno utilizzato in Italia rispetto agli altri circuiti, pur se diffusi a livello internazionale

4)      Bancomat e Pagobancomat. Circuito associato sia alle carte di debito sia alle carte di credito.

Si tratta di circuiti di pagamento e ciò non è sempre alla base di condizioni standard, conto tenuto che i singoli erogatori possono prevedere delle varianti di utilizzo della disponibilità accordata.

In sintesi i principali modi in cui la carta di credito tende a presentarsi:

1)      Revolving. La formula del revolving, di derivazione anglosassone, è stata aspramente attaccata ed in alcuni casi si è arrivati al blocco dell’erogazione di carte di credito per l’applicazione di interessi usurai. Ed in effetti è l’opzione più ingannevole dove la trasparenza è venuta meno non poche volte. La filosofia del revolving è questa: avere a portata di mano un pronto-servizio di ricostituzione della disponibilità di credito e pagare per tale opportunità in base a quanto utilizzato. Chiaramente, le spese previste per legge sono di gran lunga maggiori. Un uso razionale di tale forma conduce all’auto-controllo delle proprie spese, in base alle possibilità di rimborso. E nel caso non si voglia più tale opportunità, interrompere l’uso della linea di credito sino a che si finisce di rimborsarlo.

2)      Prepagata. Solitamente previsti dei costi ad ogni operazione di ricarica. Si ha quanto si dispone.

3)      A saldo. Associate, solitamente, ad un conto corrente su cui viene addebitato quanto utilizzato, successivamente

4)      In promozione. Solitamente previsti dei costi di mantenimento (canone periodico) anche quando sono a 0 spese riguardo alle singole operazioni.

7May/130

Conti a canone 0 ed azzerabile: quale scegliere?

Conti a canone 0 ed azzerabile: quale scegliere? 

Conto-corrente-a-zero-spese-di-Deutsche-Bank

Svariate sono le offerte dei conti correnti a 0 spese e si snodano in due gruppi:

-          Conti “a 0 spese”, ove per spese ci si riferisce al canone periodico ed a determinati pacchetti-offerta in dotazione inclusi nella quota.

-          Conti “a canone azzerabile”

Possiamo anticipare in sintesi che il conto “a 0 spese” senza ulteriori condizioni, a differenza di quello “a canone azzerabile” risponde alle esigenze-base di un cliente medio. Quest’ultimo tiene conto, invece, anche di ulteriori target con esigenze particolari che possono andare dalle movimentazioni consistenti di denaro all’investimento (solitamente non incluse nella versione-base gratuita che prevede un numero limitato di movimenti inclusi nel canone periodico).

Detto questo, dedichiamoci a due offerte, tra le più convenienti:

-          Conto corrente Unicredit a canone azzerabile, offerto in 3 versioni: Il Supergenius (offerta dedicata solo ai nuovi clienti e con scadenza il 09/05/2013) – in regalo una console, il canone è azzerabile a condizione che si abbia una giacenza mensile di almeno 2500 euro e che si accrediti uno stipendio o pensione o bonifico di almeno 1000 euro (altrimenti al verificarsi di una sola delle condizioni è previsto solo il 3 euro di sconto sul canone mensile di 6 euro, offerto gratis per i primi 6 mesi); Il Genius Smart si rivolge anche agli investitori in quanto include l’opzione deposito titoli; Il Genius First ove si continua a mantenere l’offerta anche per chi ha un patrimonio di almeno 75.000 euro

-          Conto corrente CheBanca! a 0 spese: corrisponde ad una versione standard di funzionalità senza abbinamento a deposito titoli; la condizione affinché si abbiano 0 spese è che si operi online, ed anche sul fronte di operazioni illimitate (fatto salvo per i bonifici urgenti e per quelli di importo rilevante, trattandosi di servizi standard).

29Apr/130

Anti-riciclaggio e conti correnti

Anti-riciclaggio e conti correnti.

soldi_6781 

A partire dal 2014, bisogna fornire le informazioni richieste alla banca presso cui si è correntisti. I movimenti di denaro in deposito sono controllati ai fini dell’anti-riciclaggio e le banche, in base alla nuova normativa, sono tenute a chiedere quanto necessario.

In particolare, già a partire da movimenti trascurabili singolarmente (versamenti di 200-500 euro), scatta il nuovo obbligo (ma soltanto se la banca ritenga, in base a determinati parametri stabiliti dalla Banca d’Italia, che si tratti di movimentazioni sospette, o per lo meno da accertare, sulle premesse della cadenza periodica con cui vengono effettuati e sull’assenza di fonti certe da reddito).

I correntisti dovranno comunicare, oltre alla finalità  della singola operazione:

-          Tutte le informazioni atte a verificare l’identità del titolare dell’operazione (se per interposta persona tramite delega autorizzata contrattualmente)

-          Tutte le informazioni funzionali a chiarificare la natura del rapporto bancario. Perché è stato aperto il conto corrente?

 

La banca è autorizzata, non sussistendo più i contestuali vincoli in tema di privacy del cliente, a servirsi di tutte le fonti utili e non soltanto delle banche dati interne.

Tali novità normative sono ben in evidenza già se si leggono i nuovi contratti dei conti correnti.

E’ ivi contenuta una postilla, in base a cui:

-          Se il cliente si rifiuta di fornire le informazioni atte a verificare quanto sopra specificato, in caso di presunte operazioni sospette di denaro contante, la banca dovrà immediatamente  provvedere alla chiusura del conto ed alla restituzione forzata di quanto sinora depositato

-          Il cliente, però, potrà aprire un conto corrente presso un’altra banca  espressamente da lui indicata. Ciò non deve essergli impedito, trattandosi di mera presunzione di reati (sospetto di operazioni di riciclaggio), da verificare, poi, attraverso gli opportuni accertamenti investigativi. Il denaro viene, pertanto, trasferito in un altro conto.

25Apr/130

I rendimenti dei conti deposito: scenario aprile 2013

I rendimenti dei conti deposito: scenario aprile 2013

conto_aziendale 

Nel mese di aprile 2013 abbiamo assistito al classico effetto-contagio di natura economica sul fronte dei conti deposito. E’ indiscutibile, infatti, che il mondo del credito risente, ancorpiù di quello volatile della finanza, dei fondamentali dell’economia.

A tal riguardo, la crisi economica ha indotto le istituzioni-cardine per il quadro della politica economica (con particolare riferimento a quella monetaria: espansione e restrizione monetaria) a condurre delle politiche accomodanti per garantire la ripresa dell’economia. Il costo del denaro viene mantenuto a livelli bassi (tasso corrente bce: 0,75%) e si prevedono ulteriori aggiustamenti verso il basso.

Malgrado gli sforzi istituzionali, i rendimenti dei principali conti deposito sono in lieve ribasso, come è agevole constatare, di seguito. E’ da premettere che si tratta di condizioni ex-novo che, per granparte dei casi (ciò dipende dalle condizioni contrattuali stipulate per i conti deposito), trattandosi di rendimento fisso e garantito, non hanno efficacia retroattiva, ovvero non valgono per tutti quei contratti stipulati precedentemente.

I nuovi tassi di rendimento InMediolanum

Mediamente, il calo dei tassi si attesta sullo 0,2%. Quindi, i  tassi sui conti deposito vincolati a 3 e 6 mesi diventano del 2,10%

I nuovi tassi di rendimento IngDirect

La contrazione dei tassi di rendimento è dello 0,2% sul conto Arancio (nuovi tassi: 1%) e dello 0,4% per l’Opzione Arancio a 12 mesi

I nuovi tassi di rendimento “Conto deposito Rendimax” – Banca Ifis

1)      Soluzione Like: 3,50% lordo sul conto vincolato; 1,75% lordo sul conto libero;

2)      Soluzione Base ed intervallo di deposito 2 anni: 4,35% in caso di liquidazione posticipata degli interessi; 3,85% in caso opposto.

I nuovi tassi di rendimento “Conto Deposito Web Sella”

Lo scarto o forbice tra il precedente tasso di rendimento ed il nuovo è all’incirca dello -0,25% per i vincoli a 18 mesi.

 

22Apr/130

Opzione interessi anticipati: la convenienza

Opzione interessi anticipati: la convenienza.

Offerte conti deposito

Opzione interessi anticipati 

Quando si mettono al vaglio le offerte promozionali sui conti deposito, è d’uopo cogliere bene anche la legge di capitalizzazione usata, oltre al tasso di rendimento.

Vediamo con un esempio, il perché:

Step 1: Il mio tasso di rendimento annuale netto è del 5%. E posso scegliere tra capitalizzazione anticipata e posticipata degli interessi. Quale mi conviene?

Step 2: Decido di investire 100.000 euro. Passo ai calcoli con le 2 opzioni alternative. Se scelgo per il posticipato, trascorso l’anno ottengo 5000 euro. Ma se scelgo per l’anticipato c’è un duplice vantaggio: i 5000 euro li ottengo all’inizio del periodo di riferimento annuale e di già ri-comincia la capitalizzazione permettendomi di spuntare dal reinvestimento immediato altri 250 euro.  Quindi, posso ottenerne 5250. Il mio rendimento netto, a parità di arco complessivo, è maggiore con la capitalizzazione anticipata, e ciò all’aumentare  del tasso di rendimento tanto più.

Step 3: Potendo scegliere, propendo per la capitalizzazione anticipata degli interessi

 

Per finire, alcune offerte che prevedono l’opzione interessi anticipati:

1)      Conto Deposito InMediolanum: 0 spese di apertura e gestione; Possibilità di scegliere tra il vincolo di durata semestrale o annuale; Interessi anticipati ogni 3 mesi; Tasso di rendimento annuale lordo: 2,80% (Tasso di rendimento annuale netto: 2,24%). Quindi, se investo 10.000 euro, ottengo interessi netti per 224 euro.

2)      Conto Deposito Che-Banca! (Offerta Primavera-Estate 2013): E’ possibile aprirlo on-line entro il 31 maggio 2013; Vincolando almeno 500 euro per un anno entro il 31 giugno 2013 si ha diritto anche ad un buono di 100 euro da spendere su freddy.com; Possibilità di svincolo della liquidità depositata vedendosi così riconosciuto il tasso base, in luogo di quello di remunerazione in promozione; Tassi anticipati su depositi a 3 mesi (1,75%), a 6 mesi (2,25%), a 12 mesi (2,75%)

21Apr/130

Conti correnti e deposito: imparare a distinguerli

Conti correnti e deposito: imparare a distinguerli

conto corrente 

Il principale aspetto per il quale i conti correnti differiscono dai conti deposito non concerne solamente la finalità (i conti deposito figurano come atti al parcheggio di liquidità, essi garantendo una maggiore remunerazione rispetto ai conti correnti tradizionali) ma anche il versante del fisco.

In particolare sono da distinguere due casi:

1)      Il conto deposito è un prodotto singolo e si apre un conto deposito e non un conto corrente, collegandolo opzionalmente (e non obbligatoriamente) ad un conto corrente esterno (è il caso in cui solitamente le istituzioni di credito offrono solo prodotti conti deposito e non prodotti conti correnti) o in loco. Tale collegamento è essenziale per poter effettuare i bonifici e versamenti ma non è assolutamente elemento essenziale del rapporto di conto deposito, prodotto singolo non abbinato al conto corrente. Sui conti deposito, salvo che non sia diversamente e discrezionalmente previsto (decisione degli istituti di credito di abbuonarla e farsene carico in casi particolari), grava a carico del correntista l’imposta di bollo dello 0,15%

2)      Conto deposito con rapporto di conto corrente associato (offerta 2 in 1). Si ha pur sempre un rapporto di conto deposito per il quale continua a gravare l’imposta di bollo, in misura proporzionale all’ammontare dell’investimento. Non vale lo stesso per il conto corrente per il quale sono previsti dei tetti minimi di giacenza (5000 euro) a partire dai quali non si paga l’imposta di bollo. Nel caso in cui venga applicata è, in ogni caso, un’imposta fissa.

Ma le differenze molte volte sono talmente labili che è dovuta intervenire l’Abi sostenendo che non bisogna tenere conto tanto della denominazione del rapporto di conto, quanto della funzione. E per l’esattezza, il conto deposito ha una funzione finanziaria (obiettivo remunerazione), mentre il conto corrente è strumento di pagamento.

16Apr/130

Come si calcola l’IMU?

Come si calcola l'IMU?

Con Mario Monti, premier del governo tecnico istituito nel 2012, sul Belpaese, grava l’IMU, cioè l’imposta municipale unica o imposta municipale propria. Quest’ultima  si applica sui beni  patrimoniali immobiliari. Suddetta imposta serve ad unire in un unicuum l’imposta sul guadagno delle persone fisiche o IRPEF e l’imposta comunale sugli immobili che è l’ICI.  Per essere capace di  saldare questa imposta è basilare usufruire del modello F24 che può essere dato dalla propria banca usufruendo del  servizio di home banking, altrimenti grazie al servizio online dell’Agenzia delle Entrate che è il servizio “F24 web”.

imu

Se al contrario non si è conoscitori del web e dei servizi bancari  si può incaricare ad un mediatore come può essere il Caf . Al momento è possibile pagare l’ IMU anche online, sarà sufficiente infatti solamente connettersi all’internet banking  della vostra banca ed effettuando alcuni semplici click avrete accesso all’area abbuoni e pagamenti dove ottenere il modello F 24 e in seguito curare tutti i campi ricercati. Per quanto riguarda il calcolo dell’IMU dovrete unicamente scegliere la classe catastale o il gruppo al quale aderisce l’immobile di vostra proprietà e dovrete altresì inserire un’eventuale entrata catastale non riconosciuta.

La rendita catastale non si deve è in ogni caso confondere con il valore di mercato della vostra proprietà immobiliare. La rendita catastale può essere rintracciata online mettendo in comunicazione al sito dell’Agenzia del Territorio, dove per autenticarsi vi basterà il codice fiscale. Se l’immobile in questione è la vostra prima casa, dovrete avere presente di spiegare scegliendo il campo relativo ad “abitazione principale”.
L’imposta municipale unica può essere misurata anche se non siete gli unici proprietari dell’immobile, in tal caso dovrete precisarlo nello speciale campo “quota di possesso” introducendo pure il numero dei possessori che vi soggiornano con diritto alla detrazione. Potrete quindi quantificare in maniera autonoma oltre semplice e veloce la vostra quota attinente all’imposta municipale unica, congiungendovi ad un sito web specifico che vi renderà comprensibile in modo molto chiaro e minuzioso tutti i passi da seguire per ottenere il calcolo dell’IMU relativo al vostro immobile di proprietà.

3Apr/130

Offerta conto deposito In Mediolanum

Offerta conto deposito In Mediolanum

mediolanum

Presentiamo le interessanti proposte conto deposito InMediolanum, valide fino al 02/04/2013:

-          3,10% lordo (2,48% netto) sulle somme depositate per un anno, a condizione che si tratti di nuova liquidità

-          2,50% lordo sulle somme depositate per un anno (no nuova liquidità)

-          2,40% lordo (1,92% netto) su tutte le somme vincolate per 6 mesi

-          2,30% lordo (1,84% netto) su tutte le somme vincolate per 3 mesi

-          Zero spese di apertura e di chiusura conto

-          Zero spese di gestione (canone annuo gratuito anche per internet banking e phone banking; gratuite le spese di produzione ed invio della documentazione e le comunicazioni da servizio clienti.)

-          Zero spese per le operazioni effettuate (spese unitarie per operazione; spese annue per conteggio interessi e competenze);

-          Possibilità di svincolare le somme in qualsiasi momento senza costi e senza penali

-          Remunerazione delle somme al tasso di svincolo (Tasso base: 1%)

-          Liquidazione anticipata degli interessi ogni trimestre

 

E’, inoltre, in corso una promozione “Tasso premium”, alle seguenti condizioni:

-          Ricorso ad un family banker (promotore finanziario di banca mediolanum)

-          Termine massimo 02/04/2013 entro il quale vengono sottoscritti e perfezionati uno o più prodotti di Risparmio gestito (Fondi di investimento ed altro)

Si ha così diritto, a seguito della sottoscrizione tramite apposita modulistica, ad una maggiorazione, corrispondente allo 0,50% annuo lordo, del Tasso creditore annuo lordo applicato dalla Banca all’atto di costituzione del vincolo,  sui vincoli di durata pari a 12 mesi costituiti entro il 02/04/2013.

In alternativa all’apertura di conto corrente, per chi non sia invece interessato ad alcuna remunerazione delle somme depositate, Banca Mediolanum offre in promozione, entro il 31/03/2013:

-          Il conto carta a 0 spese che assicura l’operatività di un normale conto corrente (bonifici, utenze domestiche, pagamenti e prelievi in contanti)